Ci sono luoghi che seppur avvolti in un’atmosfera da brivido racchiudono in sé un fascino inquietante capace di richiamare innumerevoli visitatori. In Italia da nord a sud non mancano destinazioni simili, avvolte nel mistero e che con la loro particolarità attirano puntualmente turisti.
Oltre a destinazioni avvolte in una bellezza spirituale, l’Italia è ricca di mete dai contorni inquietanti, legate a leggende paurose. Tra le location che sembrano essere uscite da un film dell’orrore spicca un suggestivo ponte nel cuore dell’Emilia- Romagna: siamo nello scenario suggestivo della Val Trebbia, a Bobbio dove si trova una costruzione inquietante ribattezzata come il Ponte del Diavolo.
Il suo vero nome è Ponte Gobbo, ma è più conosciuto come Ponte del Diavolo o Ponte Vecchio. La costruzione di Bobbio in questione è davvero suggestiva e richiama innumerevoli turisti incuriositi dal suo aspetto scenografico e dalla sua storia particolarissima. L’opera architettonica presenta una forma curva ed è avvolta in un alone di mistero: la sua struttura è articolata in 11 arcate irregolari e domina il fiume Trebbia.
Questa struttura risale all’epoca romana ed è stata eretta per collegare le sponde del Trebbia in modo da facilitare gli spostamenti dei mercanti e delle truppe: collocato in una posizione strategica, il ponte ha ricoperto un ruolo fondamentale per la città.
Nel corso dei secoli il ponte è stato soggetto a distruzioni, per via di alluvioni, e a diversi restauri che hanno reso la sua forma irregolare e le arcate con altezze differenti, cosa che lo rende gobbo, caratteristica dalla quale deriva il suo nome: gli interventi principali sono stati realizzati tra il XIV e il XVII secolo.
Intorno al Ponte Gobbo aleggia una leggenda da brivido. Questa opera ingegneristica medievale sarebbe stata costruita in seguito a un patto stretto per il volere di San Colombano che, desideroso di poter usufruire di un ponte che attraversasse le sponde del fiume, si sarebbe rivolto al Diavolo. Quest’ultimo accettò questa richiesta, in cambio dell’anima della prima persona che lo avrebbe attraversato, costruendo il ponte in una sola notte: il giorno seguente San Colombano fece passare un cane per primo sul ponte, sbeffeggiando il Diavolo, che reagì colpendo la struttura deformandola. Secondo la leggenda, da qui deriverebbe la sua forma irregolare, che oggi lo rende famoso e unico al mondo.
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